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VERTICE IN ALASKA: Trump e Putin discutono di pace, ma trovano solo il menù del pranzo

 

 


VERTICE IN ALASKA

Trump e Putin discutono di pace, ma trovano solo il menù del pranzo

 

Tre ore di colloqui “costruttivi” senza accordo sul cessate il fuoco. Tuttavia, fonti vicine ai leader confermano che almeno sul dessert c’è stata intesa storica.

 

Anchorage, Alaska – Il tanto atteso incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, tenutosi nella base aerea Elmendorf-Richardson, è stato definito “produttivo” da entrambi i leader, nonostante l’assenza di un accordo concreto sulla guerra in Ucraina.

Secondo osservatori, il vertice ha avuto la stessa efficacia di una riunione condominiale in cui tutti concordano sull’importanza dell’ascensore… ma nessuno vuole pagare le spese.

Il summit, durato circa tre ore, ha visto i due presidenti affrontare temi cruciali: cessate il fuoco, accordo globale, relazioni commerciali e – secondo indiscrezioni – la spinosa questione di chi avesse la giacca più imbottita per resistere al freddo artico. “È stato un incontro franco e diretto” ha dichiarato il professor Gualtiero Spigola, esperto di diplomazia creativa, “nel senso che entrambi hanno parlato molto… ma non necessariamente l’uno con l’altro”.

L’Alaska è stata scelta per la sua posizione strategica e per il fascino vintage di un luogo che ricorda a Mosca i “bei tempi” dello zarismo e a Washington l’ultima volta che hanno comprato qualcosa dalla Russia senza passare per sanzioni. L’arrivo di Putin è stato accompagnato da un tappeto rosso, strette di mano calorose e un giro in limousine, mentre Zelensky – collegato a distanza – ha ricevuto un link Zoom con password “pace123”. “È stato un momento storico” ha commentato l’analista geopolitica Priscilla Mandorlini, “perché raramente si vede un leader russo e uno americano sorridere così tanto senza che ci sia una partita di hockey di mezzo”.

Trump ha ribadito che un accordo di pace rapido sarebbe preferibile a un cessate il fuoco temporaneo, mentre Putin ha espresso il desiderio di un “accordo globale” – concetto che, secondo fonti non confermate, includerebbe anche la restituzione alla Russia del monopolio mondiale sulla produzione di matrioske. Gli ambasciatori dell’UE, riuniti in contemporanea, hanno discusso dell’esito del vertice e del dossier dazi. “È come guardare due persone litigare su chi deve spegnere l’incendio, mentre la casa brucia e noi discutiamo se il tubo dell’acqua sia a norma CE,” ha ironizzato l’economista Ernesto Pirofila.

Se sul piano politico i risultati sono stati modesti, sul fronte gastronomico il summit ha segnato un trionfo: i due leader avrebbero trovato un’intesa sul dessert, optando per una cheesecake all’amarena “simbolo di cooperazione internazionale”. “È stato il momento più dolce della giornata,” ha rivelato un cameriere, “anche se hanno discusso per venti minuti su chi dovesse avere la fetta più grande”.

Al termine della conferenza stampa – rigorosamente senza domande – Putin ha invitato Trump a Mosca, mentre Trump ha ricambiato proponendo un incontro “più rilassato” in un resort sul Mar Nero. Zelensky, informato dell’invito, avrebbe risposto con un laconico “vediamo” e un emoji di faccina che alza il sopracciglio.

Secondo il professor Spigola, “questo vertice entrerà nei manuali di storia come esempio di come due superpotenze possano incontrarsi, parlare per ore e concludere che… servirà un altro incontro”.

E così, mentre il mondo attende sviluppi concreti, l’unico vero passo avanti sembra essere stato compiuto dal cameriere che, portando via i piatti, ha sussurrato: “Se volete, per il prossimo vertice vi preparo anche il caffè… ma quello lo pagate in anticipo”.

 

 


Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

 

 

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