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Allarme Social-Dipendenza

Allarme Social-Dipendenza: Italiani Pronti a Vendere Nonna per un Like in Più

Esperti lanciano l'anatema: "Siamo sull'orlo del baratro digitale, presto useremo i gatti come hotspot Wi-Fi"

Roma, Italia -  L'Italia, paese noto per la sua ricca storia, la cucina invidiabile e una certa propensione al melodramma, sta vivendo una nuova, inarrestabile rivoluzione culturale: la Social-Dipendenza Acuta (SDA). Secondo un recente studio dell'autorevole (ma completamente inventato) "Istituto Nazionale per lo Studio delle Dipendenze Digitali Inesistenti" (INS3D),  ben il 98% della popolazione italiana sarebbe affetta da questa patologia moderna, manifestando sintomi preoccupanti come ansia da mancata notifica, compulsione al selfie in ogni contesto (inclusi funerali e file alla posta), e la tendenza a valutare la propria esistenza in base al numero di "cuoricini" ricevuti.
"Siamo di fronte a un'epidemia silenziosa, ma dalle conseguenze devastanti", ha dichiarato il Professor Ermenegildo Sgranfigni,  capo dipartimento di 'Sociologia dell'Effimero' presso l'Università di 'Boh-Non-So-Dove' e massima autorità mondiale in materia di "Fenomeni Virali e Patologie da Scroll Infinito". "Gli italiani", ha proseguito il Professor Sgranfigni con tono grave, "stanno lentamente ma inesorabilmente trasformandosi in automi digitali, zombie telematici capaci di atti impensabili pur di ottenere l'agognata approvazione virtuale. Abbiamo già casi di persone disposte a vendere l'argenteria della nonna, o peggio, la nonna stessa,  per comprare follower e filtri premium.  E non scherzo,  ho letto un tweet al riguardo!".
Il fenomeno, secondo l'INS3D, sarebbe particolarmente virulento tra i giovani, la cosiddetta "Generazione Pollicione",  ma starebbe rapidamente contagiando anche le fasce d'età più mature, con nonni che imparano a fare le stories e bisnonne che si cimentano in balletti virali su TikTok, spesso con risultati esilaranti (ma preoccupanti).  "L'altro giorno ho visto una signora anziana fare il 'twerking' al supermercato per un reel su Instagram",  testimonia sconvolto il Dottor  Anacleto Pinnamaroni,  esperto di 'Psicopatologie da Condivisione' e autore del best-seller "Selfie, Menzogne e Video di Gatti: Come la Rete ci Sta Fregando il Cervello". "E la cosa più inquietante è che lo faceva per promuovere un'offerta speciale sui carciofi sott'olio! Siamo veramente alla frutta…anzi, ai carciofi sott'olio!"
Ma non è tutto oro quel che luccica, o meglio, non è tutto like quel che "brilla".  Dietro la patina dorata dei social media, si celerebbe infatti un abisso di solitudine, frustrazione e, udite udite, anche calo di autostima. "Paradossale, vero?",  afferma con un sorriso amaro la Professoressa Clotilde Frizzi,  esperta di 'Antropologia Digitale Comparata' e nota per le sue innovative ricerche sui "Comportamenti Sociali dei Criceti Online". "Ci illudiamo di connetterci con il mondo intero, ma in realtà ci stiamo rinchiudendo in bolle virtuali, inseguendo fantasmi di popolarità e dimenticando il valore dei veri rapporti umani.  Presto, per comunicare con i nostri cari,  dovremo pagare un abbonamento premium a 'Affetti.com'!".
E le prospettive future non sono certo rosee. Secondo le proiezioni dell'INS3D,  entro il 2025 gli italiani non solo avranno esaurito le nonne da vendere, ma potrebbero addirittura iniziare a utilizzare i gatti come hotspot Wi-Fi ambulanti, pur di rimanere costantemente connessi.  "La situazione è grave, ma non disperata",  conclude il Professor Sgranfigni con un filo di ottimismo.  "L'unica soluzione è la disintossicazione digitale di massa,  un ritorno alla vita reale,  alle passeggiate nei parchi,  alle chiacchiere al bar,  al contatto umano... Insomma,  un vero e proprio reboot esistenziale.  Altrimenti,  finiremo per vivere in un gigantesco 'Truman Show'  gestito dagli algoritmi,  dove la nostra unica preoccupazione sarà quella di avere sempre la batteria del cellulare carica e la connessione dati attiva.  E, diciamocelo,  sarebbe una vita decisamente 'un-likeable'!".
Colpo di scena finale:  Proprio mentre stavamo ultimando questo articolo,  il Professor Sgranfigni ci ha inviato un  messaggio urgente: "Ragazzi,  ho appena pubblicato un post su 'Insta-Criceti'  con un video del mio criceto che scrolla lo smartphone... sta spopolando!  Già 5000 like in 10 minuti!  Devo scappare,  mi hanno invitato a fare un'intervista in TV!  #CricetoInfluencer #SocialDipendenza #Aiuto!".
E noi,  da bravi giornalisti digitalmente dipendenti,  non possiamo che condividere questo scoop con voi,  sperando di ottenere almeno un "cuoricino".  Perché,  in fondo,  siamo tutti sulla stessa barca… digitale,  ovviamente.

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