La manovra di bilancio è un capolavoro: siamo tutti un po' più poveri, ma più ricchi nell'anima
L'Italia in lieve calo del PIL e in solida crescita del tasso di inattività: la vera ricchezza era il tempo libero. E ora, dove lo mettiamo?
Roma, 05 ottobre 2025 – La notizia è ufficiale: l’Italia cresce, ma al rovescio. I dati Istat ci confermano che il PIL è calato lievemente, mentre il tasso di inattività ha toccato nuove vette. In pratica, abbiamo meno soldi in tasca, ma abbiamo più tempo per lamentarci a casa. Ed è qui, cari lettori, che si nasconde il genio incompreso della nostra classe dirigente.
A prima vista, l’equazione economica sembra disastrosa, ma solo se si è miope come un tasso che ha dimenticato gli occhiali. Se invece si adotta l'ottica del "benessere spirituale imposto", tutto acquista un senso mistico. L'economia rallenta? Non è un difetto, è una chiamata alla frugalità zen. I consumi sono fermi? Non è sfiducia, è la riscoperta della gioia di possedere solo l'essenziale (tipo un tetto e, se si è fortunati, la connessione Wi-Fi per i meme).
Il cuore della questione, come sempre, è la riforma fiscale. Se Confcommercio chiede di ridurre l'aliquota IRPEF e detassare le tredicesime per spingere i consumi, il Governo sta lavorando a un piano molto più ambizioso: la "Flat Tax della Felicità".
"Il problema non è che i cittadini hanno pochi soldi, è che hanno troppe aspettative", ha dichiarato a una conferenza stampa l’esperto di "Macroeconomia Esuberante" il Prof. Gennaro Fuffa dell'Università Federico II di Napoli, dal suo yacht ancorato in acque internazionali. "La riduzione del PIL e l'aumento dell'inattività sono l'effetto collaterale di una nazione che sta per raggiungere la sazietà finanziaria di un monaco tibetano. Meno guadagni, meno devi dichiarare. Meno devi dichiarare, meno stress. È matematica emotiva!".
Il Prof. Fuffa ha poi proposto una metafora tanto assurda quanto illuminante: "L'economia italiana è come una torta nuziale di marzapane alta dieci metri: tutti la guardano, tutti ne parlano, nessuno ha il coraggio di mangiarla perché si sa che la farcitura è avvelenata. Meglio farla crollare pian piano, così si risparmia sul catering e si evita l'intossicazione collettiva".
Ma il vero tocco di classe arriva dal Sistema Sanitario Nazionale, in crisi perenne e con risorse tagliate. La politica, accusata di miopia, si difende con un'argomentazione ineccepibile: il digiuno curativo.
La celebre dietologa istituzionale, la Dottoressa Annamaria Pressionebassa, ha spiegato il concetto in un'intervista esclusiva: "I tempi di attesa biblici? I reparti sovraffollati? Non sono carenze. Sono un sistema di triage naturale che incoraggia il cittadino a guarire da sé, potenziando il sistema immunitario. Più è difficile ottenere un appuntamento, più ci si impegna a non ammalarsi. La salute non è un diritto, è un obiettivo fitness! Non curiamo il malato, curiamo la sua pigrizia di non essere sano".
L'autonomia differenziata, che secondo molti rischia di "frantumare l'Italia", è solo l'ultimo step di questa decentralizzazione della disperazione. Ogni Regione si curerà da sé, in un eroico ritorno alle tisane della nonna e ai salassi, creando un pittoresco 'Mercato della Salute a Km Zero'.
Il Prof. Fuffa, alla fine dell'intervista, ha rivelato la sua vera identità: un robot umanoide dell'Istat dotato di intelligenza artificiale avanzata e programmato per trovare il lato positivo in ogni dato negativo. La sua battuta finale, prima di spegnersi per "eccesso di ottimismo satirico", è stata lapidaria: "In Italia non si risolvono i problemi, si ricalcola la felicità. E il coefficiente di inattività, si sa, è il più progressivo di tutti!"
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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