Ombrelloni d’oro e spiagge di cristallo
benvenuti nel lusso (inaccessibile) del mare italiano
Preparatevi a pagare un mutuo per un ombrellone!. Dimenticate il salmone affumicato, il vero lusso oggi è una sdraio con vista mare. E magari un caffè.
Milano, 17 giugno 2025 – Se quest’anno avete programmato una vacanza al mare ma non avete un conto in banca degno di un oligarca russo, forse è il caso di ripiegare su una piscina gonfiabile in giardino. Secondo un’analisi del Codacons, alcune spiagge italiane hanno raggiunto prezzi tali da far sembrare un mutuo trentennale un affare da discount.
L'estate è alle porte e, mentre il comune mortale sogna spiagge assolate e spensieratezza, il portafoglio dell'italiano medio si prepara a una doccia fredda che farebbe impallidire anche un iceberg artico. Le spiagge più esclusive del Bel Paese hanno raggiunto livelli di prezzo così stratosferici da far sembrare un diamante grezzo un affare da mercatino delle pulci. Dimenticate il vecchio "asciugamano in riva al mare" o la "partita a racchettoni con gli amici"; oggi, una giornata in spiaggia è un'esperienza per pochi eletti, o per chi ha appena venduto un rene sul mercato nero degli organi (a scopo di ricerca, si intende).
Secondo l'ultima, scioccante, analisi del Codacons (che, a questo punto, dovrebbe cambiare nome in "Codacons-Contro-gli-Svenati"), per un misero ombrellone nelle località balneari più ambite, si può arrivare a sborsare la bellezza di 1.500 euro al giorno. Sì, avete letto bene. Non è il prezzo di un mese di affitto in un bilocale, ma la tariffa giornaliera per un pezzo di tela e due paletti piantati nella sabbia. "È un chiaro segnale" ha dichiarato il Professor Giulio Furbetti, economista di fama mondiale specializzato in turismo da rapina "che il settore balneare si sta orientando verso un modello di business che potremmo definire 'Airbnb per i super-ricchi, ma con sabbia inclusa'. Presto vedremo mutui specifici per l'ombrellone stagionale".
In cima alla classifica delle spiagge più care svetta la Versilia, regno incontrastato del jet-set e dei portafogli senza fondo, nonchè baluardo del lusso ostentato e delle creme solari biodegradabili ma costosissime, che si conferma la regina indiscussa di questo carnevale dei prezzi. Il celeberrimo Twiga Beach Club, santuario del VIP abbronzato e del paparazzo nascosto, propone la sua "tenda imperiale" alla modica cifra di 1.500 euro al giorno ad agosto. Per questa somma irrisoria, si ottiene una postazione vista mare con quattro letti, altrettanti lettini e sdraio, tre sedie (per quando ci si stanca di stare sdraiati in dieci), un tavolo e spazio per dieci persone. Sembra quasi un monolocale con vista mare, ma senza bagno. E senza cucina. E senza tetto. Ma con sabbia!
Non da meno l'Augustus Hotel a Forte dei Marmi, dove per la modica somma di 560 euro al giorno si può accedere a un fazzoletto di sabbia con vista mare. Due lettini singoli, uno matrimoniale (per i rari momenti di romanticismo tra un acquisto e l'altro), sdraio, teli mare (si spera non di quelli che "si attaccano tutti i granelli di sabbia") e una cassaforte. Probabilmente per riporre i contanti necessari per pagare il caffè.
La Costa Smeralda, dal canto suo, non vuole essere da meno nella corsa al "chi spende di più". Il Nikki Beach fa la sua parte nell’economia del lusso con pacchetti “all inclusive” a partire da 550 euro al giorno. Cosa include? Un letto matrimoniale (per sognare a occhi aperti il conto in banca che svanisce), un divano e 230 euro di credito da spendere al bar. Attenzione, però: alcune bottiglie sono escluse. Per quelle servirà probabilmente vendere un rene.
Chi opta per la formula base (solo due lettini e un ombrellone) può cavarsela con 400 euro, ma solo se accetta di bere il cocktail con la cannuccia di carta per risparmiare sul budget.
Attenzione però, avverte l'esperta di bon ton e rincari selvaggi, la Contessa Sveva Rincaro Della Mancia, "le bottiglie di champagne da 5.000 euro sono escluse dal credito. Non si può pretendere tutto, eh!".
Se i prezzi base degli ombrelloni sono rimasti stabili (perché, diciamocelo, 500 euro al giorno erano già abbastanza ridicoli), è sui servizi accessori che gli stabilimenti giocano la partita. Un gelato? 12 euro. Un aperitivo sotto l’ombrellone? 50 euro, più 20 se vuoi la ciliegina (letteralmente). E se osi noleggiare un pedalò, preparati a firmare un contratto con tanto di garante.
"È la nuova frontiera del luxury spending", spiega il l’esperto Alberto Splendore, docente di “Economia della Vanità” all’Università di Montecarlo. "Ormai non paghi più il servizio, paghi l’illusione di essere qualcuno. E più costa, più ti convince di aver fatto la scelta giusta".
Insomma, se quest'estate avevate in mente una rilassante giornata in spiaggia, forse è il caso di rispolverare il vostro vecchio libro di matematica finanziaria e capire se sia più conveniente comprare un'isoletta privata o un mese al Twiga. L'unica certezza è che, per molti, il sogno di una vacanza al mare rimarrà, ahimè, solo un'onda troppo alta da cavalcare.
Se quest’estate vedete qualcuno piangere in spiaggia, non è per il sale negli occhi. È perché ha appena visto lo scontrino.
Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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