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Scipione, il nuovo despota climatico

 


Scipione, il nuovo despota climatico 

l'Italia si scioglie, ma il caffè resta caro

Il paese in preda all'anticiclone africano, tra sudore, delirio e la solita, implacabile, corsa al condizionatore.

 

Roma, 14 giugno 2025. L'Italia è stretta nella morsa di Scipione, un anticiclone africano così insistente da far rimpiangere persino le zanzare di agosto. Le temperature, ben oltre la media stagionale, hanno trasformato la penisola in un forno a convezione naturale, con punte che farebbero sudare anche un pinguino. Da Milano a Palermo, il leitmotiv è uno solo: "Ma non finisce più?". E la risposta, impietosa, è un sonoro "No".

Il professor Zefiro Ventalgio, illustre climatologo dell'Università la Sapienza di Roma (che, con sapienza, ha appena installato il quinto condizionatore solo nell'ufficio del rettore), ha dichiarato in esclusiva: "Siamo di fronte a un blocco atmosferico di proporzioni bibliche. Scipione si è sdraiato sull'Europa come un turista tedesco sulla spiaggia di Rimini, occupando ogni centimetro disponibile e bloccando ogni tentativo di rinfresco. Non è più un anticiclone, è un vero e proprio 'padrone di casa' che non accenna ad andarsene, anzi, pare si sia portato anche le ciabatte".

Le città, trasformate in giungle di cemento rovente, cercano disperatamente un po' di sollievo. A Bologna, si vocifera di un nuovo sport estremo: l'immersione nella fontana del Nettuno, rigorosamente autorizzata dal comune dopo una votazione lampo. A Venezia, i gondolieri stanno valutando l'introduzione di gondole climatizzate, con un supplemento "delirio termico" di 15 euro. Milano, invece, si affida alla solita eleganza, con manager in giacca e cravatta che simulano nonchalance mentre il sudore cola copioso sotto strati di tessuti sintetici. "È una questione di dignità", ha sentenziato un noto uomo d'affari, sorseggiando una limonata tiepida con l'aria di chi stesse per collassare da un momento all'altro.

Le testimonianze si susseguono, surreali come le temperature. La signora Ada, pensionata di Pescara, ha dichiarato di aver visto il suo gatto, Fuffi, tentare di fare il bagno nella ciotola del latte, mentre il signor Gennaro, agricoltore pugliese, giura che le sue pesche si sono auto-fritte direttamente sull'albero. "Mio figlio mi ha chiesto se potevo fargli un uovo al tegamino sul cofano della macchina. Ho detto di sì, ma prima deve pulire il parabrezza", ha aggiunto con un ghigno il signor Gennaro, il cui umorismo, a 40 gradi all'ombra, è l'unica cosa che non si scioglie.

Le previsioni non lasciano scampo: il clou è atteso tra Sabato 14 e Domenica 15 Giugno. Le regioni più colpite, con punte di 38-40°C, saranno Toscana, Lazio, Molise, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna. Insomma, il Sud si prepara a battere i record del 2003, anno in cui l'estate era così calda che i termometri smisero di funzionare per protesta.

E mentre l'Italia si scioglie, il dibattito si infiamma: è colpa del riscaldamento globale? Della scarsa manutenzione dei condizionatori? O semplicemente Scipione ha deciso di prendersi una lunga, lunghissima vacanza nel Mediterraneo, ignaro delle conseguenze sulla psiche di milioni di italiani?

E, a proposito di conseguenze, una voce di corridoio, non confermata ma neanche smentita, sussurra che il governo stia valutando un decreto d'urgenza per istituire la "siesta obbligatoria" dalle 12 alle 18, con multe salatissime per chi osa uscire di casa. E per chi si lamenta, la risposta è già pronta: "Vuoi mettere il vantaggio di non dover stirare? Con questo caldo, basta uscire di casa e i vestiti si asciugano da soli, e le pieghe? Quelle si sciolgono!".

 


Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi metereologici, politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

 

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