Alaska, ultima frontiera della diplomazia
Trump e Putin si incontrano dove fa così freddo che persino le tensioni internazionali si congelano.
Il summit del 15 agosto promette di riscrivere i manuali di geopolitica con l'ausilio di parka e cioccolata calda
ANCHORAGE, Alaska - In quella che gli esperti definiscono "la più grande operazione di diplomazia artica dai tempi della vendita dell’Alaska del 1867", il Presidente Donald Trump incontrerà Vladimir Putin venerdì prossimo in una location che nemmeno Hollywood avrebbe osato immaginare per un thriller geopolitico.
L'Alaska, terra di aurore boreali e orsi polari, è stata scelta come location per questo storico incontro. "È il posto perfetto per un summit tra due personalità così... gelide" ha commentato sarcasticamente il professor Igor Frostov, esperto di relazioni internazionali presso l’Università di Mosca. "Dopotutto, qui il Wi-Fi è così lento che nessuno potrà distrarsi con i tweet".
La scelta dell'Alaska come sede del summit ha lasciato perplessi gli analisti internazionali, ma entusiasta il professor Archibald Frostbite dell’Università di Chicago: "È geniale! Dove meglio discutere di territori che in un posto che gli Stati Uniti hanno letteralmente comprato dalla Russia? È come organizzare un incontro di ex fidanzati nel ristorante dove si sono lasciati".
Il Cremlino ha confermato l’arrivo di Putin con un comunicato che recita: "Il Presidente russo porterà la sua esperienza siberiana per sentirsi a casa nel clima alaskano", mentre fonti della Casa Bianca sussurrano che Trump ha scelto l’Alaska "perché è l’unico posto dove anche i suoi tweet potrebbero congelare prima di creare controversie internazionali".
La dottoressa Alessandra Igloo, esperta di relazioni artiche presso l’Istituto per Negoziazioni Improbabili, spiega: "L’Alaska è il luogo perfetto per questo incontro. Se le trattative si scaldano troppo, basta uscire per cinque minuti e tutto si raffredda naturalmente. È diplomazia climatica applicata".
Le autorità locali stanno preparando un protocollo speciale per l’evento. Il sindaco di Anchorage ha dichiarato: "Abbiamo ordinato parka extra-large per entrambe le delegazioni e stiamo valutando se offrire cibo tradizionale alaskano o mantenere il classico menu diplomatico. Personalmente, credo che discutere dell’Ucraina davanti a un salmone alla griglia potrebbe portare risultati inaspettati".
Intanto, Volodymyr Zelensky aspetta ancora conferma se sarà invitato al summit. Fonti vicine al Presidente ucraino rivelano che starebbe studiando intensivamente la geografia artica "nel caso dovesse raggiungere l’Alaska in slitta trainata da cani, se l’invito arrivasse all’ultimo minuto".
Gli abitanti dell’Alaska hanno accolto la notizia con il tipico pragmatismo nordico. Martha Iceberg, proprietaria di un negozio di souvenir, commenta: "Finalmente qualcuno si ricorda che esistiamo! Sto già preparando magliette con scritto 'Il mio Stato ha ospitato la pace mondiale e tutto quello che ho avuto è stata questa stupida maglietta'".
Il professor Glacius Maximus dell’Accademia di Studi Improbabili ha elaborato una teoria rivoluzionaria: "Il freddo rallenta le reazioni neuronali, rendendo impossibili le risposte aggressive immediate. È fisica applicata alla diplomazia. Se avessimo sempre tenuto i summit in luoghi sotto zero, probabilmente avremmo risolto tutti i conflitti mondiali già da tempo".
Le scommesse su quale sarà il primo argomento di conversazione tra i due leader vedono in testa "il prezzo del riscaldamento globale" seguito da "dove trovare un buon caffè caldo ad Anchorage".
Ma il vero colpo di genio organizzativo potrebbe essere la location segreta del faccia a faccia: secondo rumor non confermati, l’incontro si terrebbe in un igloo costruito appositamente per l’occasione, con Wi-Fi satellitare e termostato regolabile. Perché, come dice il saggio proverbio alaskano: "La diplomazia è come il pesce, se non la tieni al freddo, puzza subito".
Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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