Draghi scopre l'acqua calda: L'Europa non conta nulla, chi l'avrebbe mai detto?
L'ex premier rivela al Meeting di Rimini che 450 milioni di consumatori non bastano a fare un supereroe geopolitico. Esperti confermati: "È come pretendere di vincere una guerra con un esercito di influencer"
RIMINI - In una rivelazione che ha lasciato tutti di stucco quanto scoprire che l'acqua bagna, Mario Draghi ha annunciato al Meeting di Rimini che l'Europa "non conta un fico secco" nello scacchiere mondiale. L'ex presidente della BCE, con la consueta eleganza di chi comunica verità scomode come se stesse ordinando un caffè al bar, ha spiegato che l'illusione europea di contare qualcosa "è evaporata" più velocemente di una goccia d'acqua nel deserto del Sahara.
"Per anni abbiamo creduto che avere 450 milioni di consumatori ci desse automaticamente peso geopolitico", ha dichiarato Draghi con la sicurezza di chi ha appena scoperto che il superpotere di comprare tanti gelati Algida non ti rende Superman. "Purtroppo abbiamo scoperto che Trump ci mette i dazi, Putin ci ignora e la Cina ci tratta come il cugino povero ai matrimoni di famiglia".
Immaginate l’Europa come un allenatore di calcio che ha tesserato la squadra più numerosa del campionato, ma si accorge che gli avversari arrivano a cavallo di robot da guerra, con droni e dazi doganali. Mentre lui è lì, con il fischietto in bocca, a gridare: «Forza ragazzi, noi vinciamo con l’indice di produzione pro capite!».
Il professor Napoleone Biscotti, direttore dell'Istituto per gli Studi sull'Ovvio dell'Università di Bologna, ha commentato: "Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di dire che il re è nudo. L'Europa ha scoperto di essere il gigante dai piedi d'argilla della geopolitica mondiale. È come se Paperino pretendesse di fare il duro con Gastone: tutti sanno come va a finire".
L'ex premier ha poi lanciato un appello churchilliano che suonava più o meno così: "Cittadini europei, trasformate il vostro scetticismo in azione!" Un invito che, secondo gli esperti di retorica politica, equivale a dire "Smettetela di lamentarvi su Facebook e fate qualcosa di concreto", ma detto con più classe.
Particolarmente esilarante il passaggio in cui Draghi ha ammesso che l'Europa fa la comparsa nelle questioni internazionali. "Nonostante abbiamo dato più soldi di tutti per l'Ucraina", ha spiegato con la rassegnazione di chi paga sempre il conto al ristorante ma non decide mai dove andare, "nei negoziati per la pace contiamo quanto il quinto Beatles".
La dottoressa Margherita Spaghetti, esperta in Dinamiche Europee Tragicomiche presso l'Accademia delle Illusioni Perdute, ha osservato: "Draghi ha fatto quello che nessun politico europeo aveva mai osato: ammettere pubblicamente che siamo diventati il Ned Flanders della geopolitica mondiale. Tutti ci sopportano, nessuno ci teme".
Il clou del discorso è arrivato quando l'ex banchiere centrale ha spiegato che bisogna abbandonare "l'ideologia della globalizzazione" di cui lui stesso è stato uno dei principali teorici. È un po' come se Gordon Ramsay dichiarasse improvvisamente che cucinare è sopravvalutato e consigliasse a tutti di ordinare pizza a domicilio.
"Quel mondo neoliberale è finito", ha tuonato Draghi con l'autorevolezza di chi, dopo vent'anni passati a costruire una casa, annuncia che in realtà era meglio vivere in tenda. L'ammissione ha provocato un moto di stupore pari a quello che si proverebbe se Babbo Natale dichiarasse pubblicamente che i regali li compra su Amazon.
Il momento più surreale è stato quando ha proposto "nuove forme di integrazione" europea, suggerendo sostanzialmente di fare quello che l'Europa avrebbe dovuto fare vent'anni fa ma non ha mai avuto il coraggio di tentare. È come se un medico, dopo aver ignorato per decenni i sintomi di un paziente, improvvisamente consigliasse di fare una visita di controllo.
Ma il vero colpo di genio è stata la conclusione: "L'Europa è l'ultima grande democrazia rimasta". Una dichiarazione che ha fatto sobbalzare gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia e una cinquantina di altre nazioni democratiche che evidentemente avevano dimenticato di essere sparite dalla faccia della Terra.
In ogni caso, il messaggio di Draghi è chiaro: l'Europa deve svegliarsi dal suo sonno dogmatico e diventare finalmente adulta. Resta da vedere se i 450 milioni di europei accetteranno di smettere di fare i consumatori felici per iniziare a fare i cittadini responsabili.
Perché, come ha saggiamente concluso il professor Biscotti: "È più facile convincere un gatto a fare il bagno che convincere un europeo a rinunciare al weekend lungo per costruire il futuro del continente".
Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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