Il sole splende, le spiagge piangono
La sabbia è diventata merce rara, ma per i ricchi!
Rimini, 11 agosto 2025 - La crisi della tintarella: le spiagge italiane deserte e il mistero del turista scomparso. Esperti si interrogano: "La gente non è povera, ha solo scoperto il fascino del soggiorno in casa. Con l’aria condizionata, è come essere ai Caraibi".
Un'estate di misteri e sabbia solitaria. Mentre i più romantici potrebbero pensare a una nuova tendenza zen, con la gente che medita a casa anziché arrostirsi al sole, la realtà sembra essere molto più banale: il prezzo della vacanza è salito alle stelle, e non solo in senso figurato. Le spiagge, un tempo luoghi di ritrovo popolari, sono oggi quasi delle riserve naturali per pochi fortunati. Nonostante il sole splendente e il richiamo del mare, le onde si infrangono su distese di sabbia quasi completamente vuote.
“Non è che la gente non voglia andare al mare”, spiega con serietà il professor Evaristo Squilibrati, esperto di economia balneare dell’Università di Pisa. “È che ha riscoperto il piacere dell’olismo domestico. Dopo aver calcolato il costo di ombrellone, lettino, pranzo al sacco gourmet, e l’inevitabile parcheggio, il divano di casa, con aria condizionata e un buon libro, è diventato l’alternativa più economica e rilassante”.
La situazione è talmente bizzarra che si ipotizza una vera e propria crisi esistenziale per i venditori di gelati. Un’intera industria, quella dei ghiaccioli e delle granite, sembra sull’orlo del collasso. “Di questo passo, dovremo vendere i nostri prodotti porta a porta, nelle case della gente” ha dichiarato un commerciante, con le lacrime agli occhi. “Il solitario è diventato il gusto più richiesto, perché è quello che ci fa sentire meno soli”.
Mentre il popolo si rifugia nelle proprie abitazioni, il weekend si trasforma nell’unico barlume di speranza per gli imprenditori del settore. Come se il popolo avesse a disposizione solo due giorni per recuperare la tintarella persa durante una settimana di duro lavoro. “Il weekend è il momento in cui la gente decide di fare il salto” continua il professor Squilibrati. “È il momento in cui i bilanci familiari si sbloccano, e si decide di affrontare l’investimento di un’intera giornata al mare. È come il ‘Black Friday’ del turismo balneare, solo che al posto degli sconti ci sono i prezzi aumentati”.
Secondo un recente report ISTAT, il 30% delle spiagge è deserto. Gli stabilimenti balneari sono quasi delle cattedrali nel deserto. Si vedono solo ombrelloni solitari, come sentinelle silenziose, che aspettano i loro padroni, che forse non arriveranno mai. “Non è una crisi di turismo” ci ha rassicurato il signor Lillo Bagnoni, un bagnino con 40 anni di esperienza, che si è trovato a leggere un libro per ore senza dover mai salvare nessuno. “È solo una crisi di fiducia. La gente non crede più che un ombrellone valga 30 euro”.
E come ogni crisi che si rispetti, spuntano i commenti dei VIP. L’attore Alessandro Gassmann, già da tempo paladino del cittadino comune, ha espresso la sua rabbia contro il caro-prezzi. "Spiagge vuote? Forse perché il caffè costa come un mese d’affitto in alcuni Paesi", ha ironizzato, facendo il paragone con i prezzi esagerati di alcuni servizi balneari.
Intanto, un nuovo fenomeno sta prendendo piede: la "vacanza virtuale". Molte persone si connettono con webcam live per godersi il mare da casa, con il suono delle onde in sottofondo e la sensazione di non dover spendere un capitale per un mojito. In un mondo che corre verso il futuro, il mare è diventato un lusso che si può godere anche dal divano, grazie alla magia della tecnologia.
Tuttavia, c’è chi non si arrende. La signora Assunta, proprietaria di una storica pensione a due passi dal mare, ha una teoria tutta sua. "Non c’è nessuna crisi. La gente sta solo risparmiando per un viaggio sulla luna, dove il prezzo dell’ombrellone è ancora più conveniente". Un colpo di scena che ci lascia col fiato sospeso: e se avesse ragione?.
Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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