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Decreto flussi e bollette

Decreto Flussi e Bollette: L'Italia Vuole 500.000 Lavoratori, Ma Solo Se si Portano Dietro un Gruppo Elettrogeno

 

 

Approvato il nuovo piano di ingressi, ma il vero "flusso" incontrollato è quello del contatore. Le aziende: «Perfetto, abbiamo bisogno di manodopera, ma la bolletta del magazzino è più salata di uno stipendio».

 

 

​Roma, 28 settembre 2025 - L'Italia, si sa, ha una relazione complicata con il futuro: lo desidera, lo insegue, ma poi si spaventa per i costi. Dopo settimane di dibattito, il Governo ha dato il via libera al nuovo Decreto Flussi per il triennio, prevedendo l'ingresso di oltre 500.000 lavoratori stranieri per colmare le croniche carenze di manodopera nel turismo, nell'agricoltura e nei servizi.

​Una notizia che, nell'ottimismo generale, ha generato un'immediata e caustica reazione dal mondo imprenditoriale: «Mezzo milione di persone? Ottimo! Ma dove li mettiamo, se i nostri capannoni non possono più accendere le luci per non mandare in bancarotta l'azienda?», ha twittato in preda al panico il Geometra Cinghialotti, titolare di una piccola impresa edile del Nordest.

​Il vero dramma economico italiano, in effetti, non è la mancanza di lavoratori, ma la mancanza di elettricità a prezzi ragionevoli. Mentre l'Europa si interroga su come rendere l'energia più "green" e stabile, l'Italia continua a registrare prezzi al MWh che fanno impallidire i vicini di casa (si parla di divari enormi con Francia e Spagna).

​«La nostra priorità adesso è l'efficienza energetica, non l'efficienza produttiva», spiega Dottor Emilio Ampere, analista e fondatore dell'Osservatorio Permanente sul Rincaro Imprevisto. «Le aziende spendono più tempo a negoziare il prezzo del PUN (Prezzo Unico Nazionale) che a formare il personale. L'Italia sta creando un mercato del lavoro dove l'unica qualifica richiesta non è il saper fare, ma la capacità di lavorare al buio e a temperature polari per risparmiare sul riscaldamento».

​Il paradosso si ingigantisce quando si guarda alle procedure. Il Governo sta lavorando per abolire il famigerato "Click Day" per le domande di ingresso, la lotteria telematica che decide chi può entrare e chi no. Ma in molti uffici immigrazione, il Click Day è già stato sostituito dal "Blackout Day": un giorno a settimana in cui si stacca la corrente per tagliare i costi, bloccando di fatto tutte le pratiche.

​Si vocifera, inoltre, di una clausola ufficiosa per il prossimo Decreto Flussi: quote preferenziali per i lavoratori provenienti da Paesi che abbiano un'alta esperienza nella produzione di energia rinnovabile fai-da-te o che posseggano un piccolo generatore diesel (silenzioso) da portare con sé nel bagaglio a mano.

​«Non fraintendiamoci, siamo felici di accogliere chi vuole lavorare», ha dichiarato con una certa freddezza un portavoce di Confesercenti, «ma i candidati ideali per il settore Horeca (Hotellerie-Restaurant-Café) sono quelli che, oltre a saper cucinare, riescono a gestire una friggitrice industriale con un quarto della potenza abituale. E che non si lamentino se il caffè è tiepido: è un caffè a risparmio energetico».

​Secondo indiscrezioni trapelate dal Ministero dell'Economia, la vera soluzione strutturale per abbassare le bollette è stata trovata. Non si tratta di investimenti in nucleare o rinnovabili, ma di una manovra semplice e geniale: spegnere tutti i lampioni stradali d'Italia per i prossimi tre anni e reinvestire il risparmio in un bonus per l'acquisto di candele. Il piano, ribattezzato "Il Rinascimento Oscuro", dovrebbe rilanciare l'economia notturna e, soprattutto, far dimenticare a tutti i cittadini quanto costa il kilowattora. L'unica preoccupazione: come faranno i neo-arrivati del Decreto Flussi a trovare il posto di lavoro? Si consiglia di seguire la scia di panico dei commercianti in bolletta.

 

 

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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.


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