Italia offline e sott’acqua: i cittadini riscoprono la vita reale (momentaneamente)
WhatsApp rallenta mentre il Veneto galleggia: panico nazionale, esperti propongono il ritorno alla socialità analogica e ai castelli gonfiabili.
Venezia, 24 settembre 2025 - Oggi sarà ricordato come il giorno in cui l’Italia è rimasta per qualche ora ostaggio di due sinistri complotti della natura e della tecnologia: il Veneto immerso nell’acqua e il resto del Paese in astinenza da WhatsApp. “Avevo appena scritto un ‘Ok’ nel gruppo della famiglia quando tutto si è bloccato – racconta disperata la signora Ernesta Dal Pollice, nota per i suoi 2.473 messaggi giornalieri – ora non so più se mia cugina ha mangiato e se piove anche a Palermo”.
Secondo fonti attendibili (Downdetector, la Sibilla Cumana e il parere di un pastaio di Padova), il blocco di WhatsApp ha colpito tra le 14 e le 17 tutta la popolazione dotata di smartphone, provocando scene di panico degne di un film post-apocalittico. “Ci siamo guardati in faccia a tavola per la prima volta dal 2018. È stato terrificante”, spiega l’esperto di fenomeni digitali Professor Marvin Cordafonia dell’Università di Padova. Alcuni hanno tentato di inviare GIF di salvataggio in bottiglia, altri si sono arresi utilizzando il piccione viaggiatore del nonno.
Nel frattempo, il Veneto affrontava una versione aggiornata dell’Arca di Noè, con piogge e allagamenti diffusi tra Padova, Rovigo, Venezia e Polesine. Il presidente Zaia, appena firmato lo stato d’emergenza regionale, ha tranquillizzato i cittadini: “Abbiamo già allertato gli ingegneri LEGO per la ricostruzione di argini a prova di nubifragio e dato mandato alla Protezione Civile di distribuire galosce e boccagli a tutti i residenti”.
Il Ministero dell’Innovazione, in collaborazione con la Pro Loco di Badia Polesine, ha avanzato la proposta di workshops su “Come non comunicare per almeno 30 minuti: yoga, sudoku e sguardi nel vuoto”. Il Ministro stesso sottolinea: “L’esperimento WhatsApp down ha insegnato molto: per esempio, ora i Veneti sanno che condividere foto di allagamenti per SMS costa come una settimana di vacanza”. Tra i trend su X, oltre a #whatsappdown, spicca #provainondazione, lanciato da un utente che lamenta: “Per la prima volta la privacy è assoluta: non riesco nemmeno a spiare le storie della mia ex”.
Non mancano le soluzioni alternative: alcune famiglie hanno riscoperto il gioco di società “Parlare tra di noi”, mentre a Mestre sono comparsi gruppi di auto-aiuto per chi non può inviare la consueta buonanotte virtuale. “Siamo pronti a distribuire volantini con meme stampati a mano, nel caso il server non riparta”, rivela entusiasta il Professor Gastone Memezzi, responsabile della task force umorismo analogico.
Nelle ultime ore Meta ha promesso un aggiornamento risolutivo per WhatsApp: “Con il prossimo update, in caso di pioggia intensa o di down improvviso, l’app manderà di default una chiamata al campanello di casa. Tanto per ricordare a tutti che, in fondo, i veri messaggi restano quelli urlati dalla finestra”.
Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

Commenti
Posta un commento