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Occhiali Ray-Ban Meta AI

 


Occhiali Ray-Ban Meta AI

La realtà aumentata che nessuno aveva chiesto, ma che a quanto pare tutti Vogliono

 

Un viaggio tra le lenti del futuro dove la vita reale si fonde con una costante notifica. Sono capaci di riconoscere volti, oggetti e perfino le intenzioni del tuo gatto. Esperti paragonano l’invenzione all’arrivo del telecomando universale: tutti lo vogliono, nessuno sa come usarlo davvero.

 

 

MILANO – L’universo digitale di Meta ha partorito l’ennesimo figlio prediletto: i nuovi occhiali Ray-Ban Display, un prodigio di tecnologia che promette di rivoluzionare il nostro rapporto con il mondo. Mark Zuckerberg, con l’entusiasmo di un padre che mostra al mondo il suo primogenito, ha presentato il dispositivo al Meta Connect 2025, definendolo "la prossima grande piattaforma informatica, destinata a sostituire lo smartphone". A differenza dei modelli precedenti, questi occhiali nascondono un micro-display invisibile che proietta direttamente nella lente informazioni, notifiche e, probabilmente, la lista della spesa. L'utente, armato di un braccialetto neurale in grado di leggere i micro-movimenti della mano, potrà interagire con un assistente AI costante, sempre acceso, sempre con noi. Un po’ come avere un suocero che non si stanca mai di commentare le tue scelte.

Se il vecchio mondo ci costringeva a tirare fuori lo smartphone ogni due secondi, il nuovo ci offre la libertà di non doverlo mai riporre. Grazie all'AI integrata, gli occhiali ci permetteranno di tradurre dialoghi al volo, identificare ingredienti per creare ricette istantanee e, si sussurra, anche di amplificare la voce dell’amico che parla troppo piano in mezzo alla folla, risolvendo così la crisi sociale più annosa del nostro tempo. L'esperto di futurologia digitale, il Dott. Ugo Vignazzi, ha commentato la notizia con una metafora illuminante: “È come se il Big Brother di Orwell avesse preso un cocktail con un’agenzia di marketing. Invece di limitarsi a guardarti, ti offre suggerimenti per un aperitivo e ti ricorda che è ora di comprare il latte”.

Il nuovo bracciale neurale, chiamato Meta Neural Band, è la vera chicca. Questo accessorio, che sembra un incrocio tra un fitness tracker e il guanto di un supereroe, legge i segnali nervosi del polso e li traduce in comandi. Un leggero pizzico tra pollice e indice per scattare una foto, una rotazione del polso per zittire un’app particolarmente logorroica, e così via. Non c’è bisogno di urlare “Ehi, Meta!” come un moderno Sansone. Ora basta un gesto, un piccolo, intimo movimento muscolare che rivela a un’intelligenza artificiale le nostre più segrete intenzioni.

L’azienda ha voluto rassicurare tutti sul fatto che gli occhiali “ti consentono di restare nel presente”. Un concetto che suona un po' come "ti invitiamo a un banchetto di caviale, ma ti promettiamo che non avrai l’acquolina in bocca". In un’era in cui la nostra attenzione è la moneta più preziosa, i Ray-Ban Display promettono di monetizzarla in tempo reale, proiettando le informazioni direttamente nel nostro campo visivo. Un display nella lente destra ci mostrerà messaggi, mappe e social media, in un flusso costante che solo i più stoici tra noi potranno ignorare.

Secondo la Prof.ssa Pina Colada, sociologa dell'università Statale di Milano, "gli occhiali Meta stanno colmando quel fastidioso divario tra l'essere qui e l'essere da qualche altra parte. Ora, grazie a loro, possiamo essere da tutte le parti contemporaneamente, perdendoci completamente".

E la vita reale? Quella che si svolge senza notifiche e senza display invisibili? Il futuro ci promette un mondo in cui gli occhiali Ray-Ban Display ci forniranno la ricetta per cucinare la cotoletta, traducendo al volo la conversazione del nostro vicino di tavolo, mentre un’altra notifica ci avvisa che il nostro amico ha appena pubblicato la foto di un tramonto. Tutto questo senza mai alzare lo sguardo dal piatto.

E la domanda che tutti si pongono è: ma a un certo punto, chi ha bisogno di guardare il mondo, quando il mondo stesso diventa uno schermo?.

E così, a fine giornata, quando stiamo per togliere gli occhiali e goderci un po' di sano e meritato silenzio, una notifica ci avvisa che, in base ai segnali nervosi rilevati dal braccialetto, abbiamo appena pensato a qualcosa di interessante e ci viene chiesto se vogliamo pubblicarlo su una delle piattaforme di Meta.

 


Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.


 

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