I leader europei alla ricerca del buon senso perduto: il vertice “strategico” che nessuno riesce a spiegare
I leader europei alla ricerca del buon senso perduto: il vertice “strategico” che nessuno riesce a spiegare
A Bruxelles, tra sigle incomprensibili e caffè freddi, i capi di Stato UE si riuniscono per discutere (ancora una volta) di transizione, difesa e competitività. Risultato? Una dichiarazione ambiziosa e un conto salato per il catering.
Bruxelles, 24 ottobre 2025 - Il 24 ottobre 2025 passerà alla storia come il giorno in cui l’Unione Europea ha deciso, con grande coraggio e almeno quattro riunioni consecutive, di “rafforzare la cooperazione strategica per il bene del continente”. Tradotto dal burocratese: altri mesi di dibattiti, agende condivise e power point animati.
Il nuovo vertice UE di Bruxelles, ribattezzato ironicamente “Euro Summit della Speranza”, ha visto convivere nella stessa sala i temi più caldi dell’epoca: energia, difesa, competitività e migrazione. Il tutto condito da un inno alla transizione ecologica che, secondo gli esperti, sarebbe stata più realistica se almeno uno dei ministri presenti fosse arrivato in bicicletta invece che con auto blindata e scorta.
Il presidente del Consiglio italiano, durante il suo intervento, ha dichiarato che “l’Italia è pronta a giocare un ruolo da protagonista nella duplice transizione digitale ed ecologica”, frase che un delegato spagnolo ha definito “più ottimista di un manuale di autoaiuto”. Secondo il portavoce del Consiglio, l’obiettivo comune è costruire un’Europa “più verde, sicura e competitiva”, anche se dagli schizzi del documento finale pare che la parola più usata resti “workshop”.
Intanto, nei corridoi del Parlamento europeo, si vocifera che la strategia sulla “sovranità industriale” dell’UE verrà risolta tra una pausa caffè e un buffet sostenibile a km zero. “Abbiamo usato solo bicchieri biodegradabili e pane di quinoa europea”, ha dichiarato orgoglioso il commissario alla sostenibilità, mentre un funzionario francese cercava disperatamente una molletta per bloccare il badge nel taschino.
Ma il vero dramma è geopolitico. L’UE, dicono gli analisti, vuole emanciparsi dai minerali della Cina diversificando le sue forniture. Il problema è che nessuno sa esattamente dove trovarli, i minerali. Secondo il professor Arturo Sintetico, dell’Istituto di Studi Futuristici di Bruxelles (Dipartimento “Speranze e Paradossi”), “l’Europa è pronta a diventare indipendente… non appena troverà qualcuno da cui dipendere in modo più simpatico”.
Nel frattempo, il documento di sintesi del summit è lungo trentasette pagine e non contiene alcuna decisione pratica, ma un ampio elenco di intenti, aggettivi positivi e sigle nuove da imparare. È un testo che i più audaci definiscono “atto poetico sulla cooperazione incompresa”. Le frasi più amate dai traduttori automatici sono “sinergie interdipendenti”, “resilienza poliedrica” e, la preferita di tutti, “governance adattiva liquida”, che fa molto startup, anche se nessuno sa bene cosa significhi.
Per dare un tocco umano alla giornata, i leader hanno posato per la tradizionale foto di gruppo, con sorrisi tesi e posture studiate. Il presidente della BCE Christine Lagarde avrebbe proposto di abbandonare le cravatte “per dare un senso di leggerezza economica”, idea accolta con entusiasmo fino a quando un delegato tedesco non ha ricordato che i mercati “non apprezzano troppe scollature concettuali”.
L’appuntamento si è concluso con un lungo applauso di cortesia e con l’ennesima promessa di “tornare a discutere presto”. Secondo un diplomatico anonimo, la prossima riunione potrebbe persino produrre un piano concreto, “a patto che qualcuno porti le penne e non solo le penne USB”.
E così l’Europa continua la sua marcia verso il futuro: compatta nei principi, disordinata nei piani, brillante nelle dichiarazioni e cautamente pronta ad affrontare le sfide di domani. Come ha riassunto il Professore Odisseo Paperoni, ordinario di Diritto europeo comparato presso l'Università La Sapienza di Roma “l’UE è come una grande orchestra che suona una sinfonia bellissima, peccato solo che ogni musicista abbia le cuffie col proprio Spotify”.
Morale del vertice? Tutti d’accordo sul fatto che bisogna agire subito. Appena si capisce come.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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