La trasparenza è un lusso: TikTok e Meta multate perché i loro algoritmi non hanno spiegato bene le loro intenzioni
L'Unione Europea dichiara guerra ai segreti degli algoritmi, ma il vero problema è capire cosa stiamo guardando (e perché)
Bruxelles, 24 ottobre 2025 – L'Unione Europea ha alzato la voce, o meglio, ha alzato il portafoglio, minacciando Meta (Facebook, Instagram) e TikTok con una maxi multa per aver violato le regole digitali sulla trasparenza. In sostanza, i giganti del social non avrebbero spiegato in modo sufficientemente chiaro e cristallino come funzionano i loro algoritmi, lasciando gli utenti nel limbo della "scoperta casuale" di contenuti.
La notizia ha scatenato un'ondata di panico tra gli utenti. La gente si è chiesta: "Come, non è trasparente? Allora perché vedo solo video di gatti che suonano il pianoforte e tutorial su come piegare gli asciugamani a forma di cigno?".
Il Professor Michele Algoritmo, docente di "Opacità Digitale e Fraintendimenti Social" all'Università di Bologna, ha cercato di fare chiarezza: "Il problema non è che i loro algoritmi siano cattivi, è che sono troppo educati. Non vogliono ferire i nostri sentimenti dicendoci la verità. Se l'algoritmo fosse trasparente, dovrebbe dire: 'Caro utente, ti sto mostrando questo video di un influencer che balla male perché, in base ai tuoi ultimi 300 like, sei una persona che si annoia facilmente e ha una soglia di attenzione pari a quella di un colibrì iperattivo. Inoltre, l'influencer ha pagato 500 euro per finire nel tuo feed. Buona visione!'. Capite bene che una trasparenza così brutale distruggerebbe l'illusione del destino digitale".
L'UE, con la sua direttiva, chiede che gli algoritmi siano come un libretto di istruzioni svedese: chiari, concisi e con tutti i passaggi spiegati. Ma i social media sono più simili a un romanzo russo: lunghi, pieni di personaggi inutili e con un finale che non capisci.
La Signora Wanda Scrolledi, utente media di TikTok e Instagram, ha espresso la sua perplessità: "Io non voglio la trasparenza. Io voglio l'illusione. Se sapessi che l'algoritmo mi mostra solo ricette di torte perché ho cercato 'dieta' una volta nel 2019, mi sentirei manipolata. Invece, preferisco credere che sia il destino a volermi far ingrassare. È più romantico. La multa? Dovrebbero multarli se smettono di mostrarmi i gatti che suonano il pianoforte. Quella è informazione essenziale per il mio benessere emotivo".
La questione della trasparenza algoritmica è diventata il nuovo campo di battaglia tra il vecchio continente e la Silicon Valley. L'Europa vuole che i cittadini sappiano perché vedono ciò che vedono, mentre le piattaforme sostengono che spiegare l'algoritmo è come chiedere a un prestigiatore di rivelare il trucco: si rompe la magia. E senza magia, chi clicca?.
In conclusione, la maxi multa dell'UE non risolverà il problema della trasparenza, ma lo renderà più costoso. E mentre gli avvocati di Meta e TikTok si preparano a impugnare la decisione, gli utenti continueranno a scrollare, ignari e felici, convinti che quel video di un cane che fa skateboard sia apparso per pura, innocente coincidenza. E in fondo, non è forse questa la vera magia del digitale? Il colpo di scena è che, se l'algoritmo fosse davvero trasparente, scopriremmo che l'unica cosa che ci unisce è la passione per i contenuti inutili. E forse, per il bene dell'umanità, è meglio che resti un segreto.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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