Meloni, tre anni di governo e un discorso che vale una partita a poker
La premier celebra la “stabilità rara” e il futuro in Serie A, mentre l’opposizione si becca qualche frecciatina a tutto gas.
Roma, 22 ottobre 2025 - Il 22 ottobre 2025 non è solo il giorno in cui si celebrano le buste gialle e un clima autunnale da far venire nostalgia della cioccolata calda, ma anche il terzo anniversario del governo Meloni. In Aula al Senato, la premier ha scelto la forma del discorso politico classico, con il piglio del giocatore esperto che ha appena tirato un tris di assi ma promette ancora sorprese sul tavolo verde della politica italiana.
Il messaggio principale? L’Italia è finalmente tornata in Serie A. La stabilità politica, definita da Meloni “rara nella storia repubblicana”, e i dati economici solidi fanno sì che il Bel Paese non solo sia ammirato dagli investitori, ma si ponga come protagonista autorevole nel Consiglio europeo imminente. Una vera partita a poker dove, secondo la premier, il bluff non fa parte della strategia, ma dove le opposizioni potrebbero aver bisogno di qualche lezione sulla gestione del rischio.
Il governo ha puntato sul sostegno “duro ma non troppo” all’Ucraina: un convinto appoggio politico e finanziario, ma nessuna spedizione di soldati italiani in prima linea. “Siamo con Kiev, ma la guerra si fa fuori dal campo di calcio” potrebbe essere il mantra della Casa Bianca italiana. Questo equilibrio da funamboli diplomatici è accompagnato da una visione chiara sul Medio Oriente, con il riconoscimento di uno Stato di Palestina subordinato al disarmo di Hamas, trasformando così i negoziati in un gioco di prestigio in cui sparisce il “ruolo” di certi attori.
Tra gli applausi e i mugugni in Aula, Meloni non ha risparmiato qualche battuta tagliente contro l’opposizione, definita “più fondamentalista di Hamas” nell’aver rifiutato certi piani di pace. Una metafora che ha fatto sobbalzare qualche banco e acceso discussioni non solo tra i banchi del Parlamento, ma anche sui social, dove si è scatenato un gioco di parodie e meme già pronti a far la loro parte.
Per gli amanti delle cifre, la premier ha sfoderato numeri irresistibili da campagna elettorale: tassi di occupazione ai massimi storici, disoccupazione ai minimi da quasi due decenni, e un incremento senza precedenti nelle forze di polizia e nei beni confiscati alle mafie. Un quadro che suona quasi come una playlist di canzoni marcia che tutti vorrebbero ballare, ma con qualche nota stonata in sottofondo riguardo la crescita economica da manuale Cencelli — lenta, ma inesorabile.
Esperti del politichese, come la professoressa Ivana Polisse, hanno commentato che “il discorso è stato perfetto per chi già conosce la partita, mentre per gli altri è un po’ come cercare di capire le regole del calcio sui social senza saper distinguere un fuorigioco da un rigore”. Insomma, un messaggio calibrato per un pubblico che ama il gioco ma non vuole le regole confuse.
Il colpo di scena, forse involontario, arriva nella parte finale: la menzione di San Francesco come icona italiana del coraggio, rincuorando i cittadini sull’importanza di mostrare “quel coraggio esemplare” in tempi difficili. La metafora religiosa-politica ha acceso il dibattito su quale santo scelga la politica come sponsor, e se effettivamente ci sarà bisogno di un miracolo per far digerire certe scelte.
Insomma, tre anni dopo l’ingresso di Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, il governo tira le somme con una narrativa da grande allenatore. L’Italia è in campo, con una squadra pronta a competere in Europa. Resta da vedere se nel gioco della politica basterà una buona tattica o se servirà qualche cartellino rosso in più per vincere la partita. Come ha sottolineato un commentatore: “Meglio un premier che gioca d’attacco che uno che perde il pallone a centrocampo… anche se ogni tanto sarebbe utile anche un po’ di fair play”.
___________________________________
Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

Commenti
Posta un commento