San Francesco d’Assisi diventa festa nazionale: l’Italia celebra il santo patrono… ma anche il riposo obbligato dal calendario
Da oggi in poi, il 4 ottobre non sarà solo la festa degli amanti degli animali e dei presepi, ma sarà anche il giorno in cui lo smart working diventa spirituale. Esperti si interrogano: “Si può chiedere la benedizione per far slittare la riunione Zoom?”.
Roma, 8 ottobre 2025 - Dopo anni di dibattiti, petizioni e selfie con la statua di San Francesco, finalmente l’Italia ha decretato il 4 ottobre come festa nazionale ufficiale in onore del patrono d’Italia, il santo della pace, degli animali e, a quanto pare, anche del meritato riposo dagli smartphone. La promulgazione della legge da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha scatenato un mix di entusiasmo, irriverenza e qualche domanda amletica su come si organizzeranno lezioni, uffici e riunioni in questo nuovo giorno sacro del calendario civile.
“La scelta di San Francesco come simbolo di unità e tutela della natura è un colpo da maestro" commenta amabilmente il professor Umberto Frastuono, esperto di ‘Politica Spiritosa e Comunicazione Divina’ presso l'Università di Roma Tre "ormai è chiaro che in Italia non si vive solo di pane, ma anche di pane e spiritualità, soprattutto se cade di venerdì”.
Secondo i ben informati, la festa nazionale porterà con sé un’onda di reazioni da parte dei lavoratori che, tra una catechesi e una passeggiata con il cane (benedetto, naturalmente), inizieranno a chiedersi se il “lavoro agile” possa includere anche il “silenzio interiore”.
Le amministrazioni pubbliche hanno già iniziato a stilare nuovi regolamenti: mettersi in ascolto delle colombe o arrangiare riunioni in stile rifugio di montagna sembrano essere le nuove raccomandazioni. Alcuni uffici hanno scherzato sulla possibilità di introdurre lezioni obbligatorie di meditazione tra una pratica burocratica e l’altra, mentre i lavoratori si chiedono se la posta elettronica riceverà anche una benedizione celestiale prima di essere inoltrata.
Non è mancata la satira, con vignette che immortalano il “dipendente francescano” intento a meditare con la tazza del caffè in mano invece che con la tastiera, o il manager che tenta di praticare il “management etico” chiedendo perdono per ogni e-mail inviata di lunedì mattina. “Sarebbe bello se per ogni mail inviata si dovesse fare un atto di umiltà, almeno il numero di mail diminuirebbe”, ironizza la dottoressa Ilaria Benedetta, psicologa del lavoro e cultore della “tecnologia spirituale”.
Il mondo degli studenti si prepara a sfidare nuove materie: oltre a matematica e storia, arriva “Etica francescana e relazioni zen”. Non pochi temono invece che la concomitanza con altri ponti possa provocare un effetto domino nelle assenze scolastiche, trasformando ottobre in un grande week-end di riflessione e relax.
E mentre i più operosi cercano di capire come inserire il “riposo francescano” nei calendari aziendali senza perdere pezzi di produttività, un gruppo di impiegati ha già inoltrato una richiesta ufficiale al Vaticano per istituire a maggio la festa di “San Smart Working”, in omaggio al sacro comando di spegnere la videocamera nelle riunioni online.
E così, mentre il Paese si prepara a celebrare il Santo Patrono con occhi spirituali e dita pronte a spegnere le notifiche, resta la consapevolezza che in Italia ogni festa porta con sé una buona dose di ingenuità e ironia. Il 4 ottobre non sarà solo un giorno di devozione, ma anche un’occasione per riscoprire il valore del rallentare, del prendersi cura del proprio spirito e, perché no, anche di staccare la spina dal work-from-home senza sensi di colpa.
E se qualcuno dovesse chiedersi come si fa a benedire un’email o a conferire l’assoluzione a un rapporto di fine mese, basterà ricordare che la vera santità italiana è saper mescolare fede, risate e pragmatismo… magari con un buon caffè in mano e un sorriso pronto da condividere, anche in smart working.
D’altronde, come disse (o avrebbe potuto dire) il buon San Francesco: “Meglio un backup celestiale che tanti file duplicati”.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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