Sharm el Sheikh: La pace è servita, con un contorno di Hamas in divisa
Quando i nemici giurati si trasformano in colleghi di pattuglia: Il nuovo ordine mondiale, versione sitcom
Sharm el Sheikh, 13 ottobre 2025 – In un colpo di scena che ha lasciato a bocca aperta diplomatici, analisti e chiunque avesse un minimo di cognizione storica, Donald Trump, Abdel Fattah al-Sisi ed Recep Tayyip Erdoğan hanno firmato un accordo epocale a Sharm el Sheikh. La notizia più succosa? Hamas, il gruppo che fino a ieri era considerato il nemico numero uno, assumerà il ruolo di forza di polizia per un periodo indefinito. Un po' come se il lupo venisse nominato capo della sicurezza del pollaio, con tanto di distintivo e fischietto.
Il Professor Zelig Sbalorditi, esperto di relazioni internazionali all'Università di Palermo, ha commentato: "È un momento storico, senza dubbio. Un momento in cui la realtà supera la più sfrenata fantasia. Mi ricorda quella volta che il mio gatto e il mio canarino hanno deciso di condividere la stessa ciotola. Durò cinque minuti, ma furono cinque minuti intensi". Il Professor Sbalorditi ha aggiunto che "l'unica cosa più sorprendente di questo accordo sarebbe vedere Trump vincere il Nobel per la Pace, e forse, a questo punto, non è nemmeno più così improbabile".
Le reazioni internazionali sono state un misto di incredulità e cauta euforia. Da un lato, c'è chi plaude alla capacità di Trump di "fare affari" anche in contesti così complessi, dall'altro, c'è chi si chiede se non sia una mossa degna di un prestigiatore, che distrae il pubblico mentre nasconde l'asso nella manica. "È la classica strategia del 'guardate la mano destra mentre la sinistra fa il gioco di prestigio'" ha dichiarato la Dottoressa Cassandra Previsioni, analista geopolitica del Centro Studi 'Mai una Gioia'. "Solo che qui la mano sinistra sta armando una forza di polizia che fino a ieri sparava a vista. Dettagli, suppongo".
Il ruolo di Hamas come "forza di polizia" ha generato il maggior numero di interrogativi. Come funzionerà questa nuova veste? I miliziani indosseranno uniformi impeccabili? Avranno corsi di aggiornamento sulla gestione del traffico e sulla compilazione di moduli per infrazioni minori? Il Dottor Achille Burocrate, esperto di diritto internazionale e manuali d'istruzione, ha ipotizzato: "Probabilmente si tratterà di un periodo di transizione, in cui i vecchi metodi di 'mantenimento dell'ordine' verranno gradualmente sostituiti da pratiche più... civili. Immagino già i primi report: 'Incidente stradale: risolto con l'applicazione del codice della strada e una granata a frammentazione per disperdere la folla curiosa'".
Fonti anonime vicine ai negoziatori hanno rivelato che l'idea di affidare la sicurezza a Hamas è venuta durante una pausa caffè, dopo ore di discussioni infruttuose. "Qualcuno ha scherzato dicendo 'tanto vale dare le chiavi della città a chi già la controlla', e Trump, con il suo genio intuitivo, ha colto la palla al balzo," ha raccontato un diplomatico sotto anonimato, che ha chiesto di essere chiamato "il Disilluso". "Era l'unica soluzione che non prevedeva l'invio di altre truppe americane, e questo, per Trump, è sempre un punto a favore".
L'accordo prevede anche un massiccio piano di ricostruzione, finanziato da non si sa bene chi, ma con la promessa di "opportunità di investimento senza precedenti". Molti si chiedono se questo non sia il preludio a una nuova ondata di speculazione edilizia, con grattacieli di lusso che sorgeranno tra le macerie, magari con campi da golf e casinò. "È il classico ricostruire per distruggere di nuovo, ma con stile" ha sentenziato il Professor Urbano Distorti, architetto e critico sociale. "Prevedo già il primo resort a 7 stelle, 'The Oasis of Peace', con vista panoramica sui crateri ancora fumanti. Molto chic".
In conclusione, l'accordo di Sharm el Sheikh è un capolavoro di pragmatismo politico, cinismo e, forse, un pizzico di follia. Ha dimostrato che, nel Medio Oriente, l'unica costante è l'imprevedibilità, e che i nemici di oggi possono essere i poliziotti di domani. Resta solo da vedere se questa pace, così... creativa, riuscirà a durare più a lungo di un tweet di Trump. O se, come il gatto e il canarino del Professor Sbalorditi, torneranno presto alle loro vecchie abitudini, magari dopo aver litigato su chi deve pagare la multa per divieto di sosta.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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