Tassa sulle banche? Più che un blitz, un numero da circo
Il governo prova a incassare una supertassa dagli istituti di credito, tra acrobazie politiche, equilibrismi dialettici e un gran finale degno di uno spettacolo di magia economica.
Roma, 26 ottobre 2025 - Quando si tratta di manovra finanziaria, la politica italiana si trasforma puntualmente in un grandioso circo itinerante, capace di far impallidire anche la tournée del Cirque du Soleil. Sul palco della settimana si contendono la scena: la Lega, che scalda i muscoli chiedendo una tassa straordinaria sulle banche, e Forza Italia, che invece sogna bonifici senza prelievi da nessuna parte. Nel mezzo, la presidente del Consiglio, costretta ad assumere contemporaneamente i ruoli di domatrice, funambola e presentatrice con il microfono sempre acceso.
La sceneggiatura è da manuale: il leader leghista parte annunciando la “grande rivoluzione popolare”, ovvero qualche euro in più per lo Stato dai giganti del credito, che negli ultimi mesi sono cresciuti più dei panettoni a dicembre. “Chi meglio guadagna, più contribuisce”, declama con l’aria di chi ha appena inventato la ruota. Ma ecco il colpo di scena: Forza Italia, con l’eleganza di un lanciatore di torte in faccia, sventola la bandiera del libero mercato e grida all’apocalisse bancaria, temendo che in una notte tutte le banche italiane fuggano verso i banchieri svizzeri in costume da bagno.
In tutta questa baraonda, l’inquilina di Palazzo Chigi convoca il vertice. Secondo indiscrezioni raccolte da “Il Notaio della Settimana”, la premier avrebbe dichiarato: “Abbiamo chiamato un economista per capirci qualcosa, ma ha mandato un preventivo. Troppo caro: abbiamo preferito restare nel caos, che almeno è gratis!” L’esperto, il professor Enzo Rate, intervistato ai microfoni di “Radio Spread”, spiega: “Ci vuole equilibrio: come in ogni circo che si rispetti, la vera arte sta nel restare in piedi sul filo mentre tutti sotto ti lanciano popcorn”.
Nel frattempo, i cittadini osservano incuriositi: qualcuno propone un nuovo talent show, “Banca Factor: Chi Vuol Essere Tartassato?”. Ogni istituto, presentandosi sul palco davanti a una giuria di pensionati, dovrà raccontare perché merita di pagare meno tasse sfruttando poteri speciali come il “mutuo a sorpresa” o la “restituzione dei costi vivi direttamente in caramelle”. Il format, garantisce l’esperta di comunicazione Graziella Tasso, “unirebbe la tensione di Sanremo, le lotte del wrestling e gli effetti speciali di Superquark quando spiegano il risparmio energetico”.
In parallelo, l’opposizione annuncia scioperi e flash mob, convinta che la vera verità sia in fondo al conto corrente (così profondo che per trovarla servirà una trivella). E i manifestanti proponendo slogan innovativi come “Più banche, meno panche!” e “Giù le mani dal conto arancio: la vitamina è la nostra!”.
Il colpo di scena finale arriva con la proposta di un convegno bipartisan su Zoom: l’unico modo per mettere tutti d’accordo resta ancora oggi la connessione che salta durante il voto finale.
E quando il presentatore dichiara “Lo spettacolo continua domani, nuovi colpi di scena in busta paga!”, in platea parte una standing ovation. Soprattutto dagli spettatori con le poltrone a tasso fisso.
“In fin dei conti” conclude l’immancabile professor Rate, “in Italia le tasse sulle banche sono come il circo: ci tornano tutti, anche chi dice di non crederci più”.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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