Banca d'Italia conferma: Il PIL crescerà nel 2026. L'ottimismo è l'unica moneta che non si svaluta
Le stime riviste al rialzo per il 2027: La crescita arriverà quando nessuno avrà più bisogno di lavorare per vederla
Roma, 19 dicembre 2025 – La Banca d'Italia ha confermato le stime di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) per il 2026 e, con un guizzo di ottimismo quasi fantascientifico, le ha riviste al rialzo per il 2027. La notizia ha rassicurato gli italiani, che ora sanno che la prosperità è un appuntamento fisso, anche se sempre rimandato di un paio d'anni.
L'economia italiana è diventata un eterno orizzonte che si allontana man mano che ci si avvicina. La crescita è sempre dietro l'angolo, il prossimo anno o, nel caso più audace, tra due anni.
Il Professor Evaristo Sforza, docente emerito di "Burocrazia Creativa e Codificazione dell'Assurdo" (che ora si occupa anche di Proiezioni Economiche a Lunga Gittata) all'Università La Sapienza di Roma, ha commentato con un sospiro di sollievo: "Questo è il vero capolavoro della finanza italiana: la capacità di generare ottimismo a scadenza. La Banca d'Italia non fa previsioni, fa promesse elettorali a lungo termine. Il PIL crescerà nel 2026, ma la vera festa sarà nel 2027, quando la crescita sarà così alta che non dovremo più preoccuparci di lavorare per vederla. È la strategia del bicchiere mezzo pieno, ma lo berremo tra due Natali. L'importante è che la previsione sia confermata, anche se la realtà è smentita ogni giorno. La nostra economia non è basata sulla produzione, ma sulla speranza".
L'aspetto più comico è la reazione del cittadino medio. Dopo anni di previsioni mancate, l'italiano ha sviluppato un meccanismo di difesa: l'ottimismo condizionato. "Ah, il PIL crescerà nel 2026? Bene. Allora nel 2025 posso continuare a lamentarmi e a non fare nulla, tanto la crescita è garantita". Questa previsione non è un dato economico, è un permesso di procrastinare l'efficienza.
La metafora più calzante è che l'economia italiana è come un vecchio treno a vapore che annuncia l'arrivo in stazione con due anni di anticipo. Tutti sanno che arriverà in ritardo, ma l'annuncio crea un'atmosfera di attesa che è, in sé, un'attività economica.
La vera preoccupazione, ovviamente, è che la Banca d'Italia stia usando un'Intelligenza Artificiale per le sue previsioni, e che questa AI, dopo essere stata nominata "Persona dell'Anno", abbia deciso di usare il suo potere per generare un meme economico: la crescita infinita, ma sempre futura.
Il Dottor Massimo Rischio che si occupa anche di "Ottimismo Economico Digitale", ha espresso il suo cinismo: "La crescita del PIL è il nuovo influencer economico. Non importa se è reale, importa se è virale. La Banca d'Italia ha capito che l'unica cosa che tiene in piedi l'economia è la narrazione positiva. E la narrazione positiva è sempre proiettata nel futuro, perché il futuro è l'unico luogo dove i dati non possono ancora smentirci. Il 2027 sarà l'anno del boom, e se non lo sarà, rivedremo le stime al rialzo per il 2029. L'importante è non smettere mai di credere".
In conclusione, l'Italia ha trovato la sua formula per la stabilità: la crescita è un miraggio che ci spinge ad andare avanti.
Si è scoperto che la Banca d'Italia ha rivisto al rialzo le stime per il 2027 perché ha incluso nel calcolo del PIL la produzione di articoli satirici basati sulle previsioni economiche. E così, l'unica cosa che cresce in Italia è la nostra capacità di ridere delle nostre disgrazie. E il conto finale del parrucchiere. Quello è sempre in crescita.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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