Italia, Legge di bilancio 2026:
lo Stato mette a dieta il portafoglio (ma offre il bis di tasse)
Manovra da pochi miliardi, grandi aspettative e qualche emendamento “creativo”: famiglie e imprese tra sconti, rottamazioni e la nuova disciplina olimpica del “salto dell’aliquota”.
Roma, 10 dicembre 2025 - La Legge di Bilancio 2026 è arrivata in Parlamento come un menù degustazione: piccola porzione da circa 4 miliardi ma con la promessa di saziare famiglie, imprese e perfino l’Europa, che nel frattempo osserva dalla tribuna con la scheda di valutazione in mano. Nel testo, in evoluzione tra commissioni e bozze, sfilano riduzioni selettive dell’IRPEF, ritocchi all’IRAP, incentivi al lavoro stabile e nuove misure per famiglie e imprese, il tutto condito da qualche sanatoria fiscale che in Italia è tradizionale quanto il panettone a dicembre.
“È una manovra equilibrata: nessuno sarà davvero felice, ma nemmeno completamente disperato”, assicura il professor Attilio Pariconti, economista dell’Università La Sapienza di Roma. Secondo lui, l’obiettivo è semplice: “Dare l’idea di tagliare le tasse senza far soffrire troppo il gettito, un po’ come promettere una dieta mangiando solo dolci light”. Le discussioni in Senato, intanto, proseguono tra emendamenti, correzioni e curve a gomito che neanche nei gran premi di Formula 1 fiscali.
La voce “famiglie” è tra le più citate: si parla di ritocchi all’IRPEF e agevolazioni su casa, figli e lavoro, ma sempre entro i limiti di un bilancio che definire “sobrio” è poco. “È una manovra che sostiene la natalità, purché i figli siano fiscalmente convenienti”, commenta la sociologa Dora Detraiti, esperta di “psicologia delle detrazioni affettive”. Nel frattempo, gli italiani fanno i conti: tra bonus, deduzioni e franchigie, capire se ci si guadagna diventa il nuovo escape room di Natale.
Sul fronte imprese, la ricetta prevede incentivi per investimenti, proroghe su deduzioni e qualche ritocco su IRAP, perdite e crediti d’imposta. L’idea è sostenere chi produce senza però esagerare con la generosità, perché il bilancio pubblico non è proprio in modalità “tutto incluso”. “Alle aziende viene chiesto di innovare, assumere e investire… possibilmente a costo zero”, ironizza il consulente aziendale Libero Avviamento, che tiene un corso motivazionale dal titolo “Come essere ottimisti leggendo la Gazzetta Ufficiale”.
Capitolo clou: le “rottamazioni” e le sanatorie, che spuntano come lucine sull’albero. Tra agevolazioni sui versamenti, imposte ridotte su utili distribuiti e varie opportunità di “mettersi in regola”, molti contribuenti stanno vivendo il consueto dilemma esistenziale: pagare subito, aspettare il prossimo condono o lanciare una moneta. “In Italia il vero investimento a lungo termine è la pazienza fiscale”, scherza l'esperto di sistemi tributari Zenone Ratafisco, “prima o poi arriva sempre un’occasione di ‘pace’ col Fisco, basta tenere duro”.
Mentre il Parlamento affina il testo tra commissione bilancio e aula, Bruxelles osserva con interesse questa mini-manovra da 4,1 miliardi, già promossa sul piano generale ma sotto esame sui dettagli. L’idea è mostrare serietà contabile senza deprimere del tutto i sogni di crescita, un po’ come tirare la coperta corta cercando di coprire insieme PIL, inflazione e consenso elettorale. “È una manovra prudente”, commenterebbe l’analista Ulrico Spreadini, “cioè abbastanza timida da non fare danni immediati, ma abbastanza complicata da far litigare tutti nei talk show”.
Nel caos di aliquote, bonus, riforme e note tecniche, il cittadino medio scopre che la vera misura di sostegno non è scritta in nessun articolo della legge: è l’abilità nel decifrare la propria busta paga. Chi riesce a capire davvero se ci guadagna o ci perde nel 2026, vince automaticamente il nuovo bonus: una consulenza gratuita con il professor Pariconti e una pergamena che recita “Ha letto la manovra e ne è uscito vivo”. In un Paese dove ogni anno la Legge di Bilancio promette il futuro, la vera rivoluzione sarebbe una sola: un modulo unico, con una sola domanda finale… “Stai meglio di prima? Sì / No / Non saprei, chiedetelo al commercialista”.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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