Ryanair, la low cost che fa volare l'antitrust: Multa da miliardo o solo turbolenza?
La compagnia irlandese accusata di aver trasformato il booking online in un labirinto da Minotauro, mentre i viaggiatori sognano tariffe basse come piume d'angelo.
ROMA, 13 dicembre 2025 – Immaginate di voler prenotare un volo low cost, ma di finire intrappolati in un dedalo digitale dove agenzie di viaggio e siti di confronto sono banditi come vampiri alla luce del sole. È lo scenario surreale che l'Antitrust italiana ha descritto nei confronti di Ryanair, la compagnia che promette di farvi volare a prezzi stracciati ma rischia ora una multa tra i 500 milioni e un miliardo di euro per abuso di posizione dominante. L'accusa? Aver reso impossibile per le agenzie fisiche e online rivendere i suoi biglietti, con trucchi come verifiche facciali obbligatorie e blocchi automatici delle prenotazioni "anomale", trasformando il mercato in un'arena gladiatoria dove solo il sito ufficiale del carrier sopravvive.
La low cost irlandese, che in Italia fattura circa 2,7 miliardi annui, ribatte con veemenza: "Grave mistificazione dei fatti!", tuonano dal quartier generale, come un capitano di nave che nega la tempesta mentre i passeggeri si aggrappano ai sedili. L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha chiuso l'istruttoria, pronta a decidere entro il 22 dicembre, imponendo forse rimedi correttivi che potrebbero smantellare il modello business di Ryanair: un po' come chiedere a un mago di rivelare il trucco del coniglio nel cappello. "È come se Ryanair avesse costruito un'autostrada a pedaggio solo per le sue auto, lasciando le agenzie a piedi con i bagagli in mano", ironizza il professor Arcibaldo Ventolini, esperto di voli low cost all'Università di Bologna. "I consumatori pensano di risparmiare, ma finiscono per pagare il prezzo della trasparenza perduta, come polli in un allevamento senza finestre".
E mentre i burocrati di Bruxelles e Roma duellano con carte bollate, i viaggiatori italiani si chiedono: ma davvero un biglietto da 19 euro giustifica questo circo? L'Antitrust sostiene che le pratiche di Ryanair abbiano penalizzato il confronto prezzi, rendendo il web un Far West dove solo lo sceriffo (il sito diretto) spara per primo. "Ho provato a prenotare via agenzia e mi hanno chiesto la foto del passaporto, del cane e del vicino di casa", confida la dottoressa Tania Bassotti, analista di mercato volante. "È l'equivalente di un check-in al banco con code infinite, solo che stavolta è digitale e invisibile. Se la multa arriva, forse vedremo tariffe che atterrano davvero!".
Il paradosso è esilarante: Ryanair, paladina del "volare low cost per tutti", accusata di alzare barriere più alte di un trolley dimenticato in cabina. Le agenzie, ridotte a comparse in un film hollywoodiano, piangono miseria mentre i passeggeri navigano siti blindati come fortezze medievali. "Serve un trattato di pace aereo, con tanto di de-icing per sciogliere le tensioni", suggerisce il dottor Filippo Fusoliera, guru delle aerolinee. "Altrimenti, il prossimo step sarà la verifica dell'impronta del pollice sul mouse".
Colpo di scena: e se la multa arrivasse proprio a Natale, trasformando i regali di Ryanair ai passeggeri in un mega-sconto involontario? Immaginate il comunicato: "Da 1 miliardo di sanzione, solo 9,99 euro a testa!". A quel punto, anche l'Antitrust applaudirebbe dal gate.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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