SOS Editori: Il Governo intervenga contro i modelli linguistici generativi che scrivono meglio e a costo zero!
Fieg, Aie e Confindustria chiedono un intervento contro lo squilibrio. La stampa tradizionale vuole un dazio sull'algoritmo e un fondo di solidarietà per i giornalisti con la penna d'oca
Roma, 1 dicembre 2025 – Il mondo dell'editoria italiana ha lanciato un accorato appello al Governo, chiedendo un intervento urgente per contrastare lo "squilibrio" creato dalle Big Tech e dall'Intelligenza Artificiale. Il comunicato congiunto, firmato da Fieg, Aie e Confindustria, suona come una lettera di aiuto lanciata da un'isola deserta, con la differenza che l'isola è circondata da navi da crociera ipertecnologiche.
Il Professor Maurizio Cartaceo, esperto di "Ecosistemi Informativi in Estinzione" all'Università di Torino, ha analizzato il fenomeno: "L'appello è un capolavoro di 'nostalgia strategica'. Gli editori non chiedono di competere, chiedono di essere protetti. È come se i produttori di candele chiedessero un dazio sulla lampadina. La verità è che le Big Tech sono un buco nero che assorbe l'attenzione e i ricavi pubblicitari, e l'AI è un esercito di stagisti instancabili che scrivono 24 ore su 24 senza chiedere ferie o TFR. Come si fa a competere con un robot che non dorme e non ha bisogno di un mutuo?".
L'editoria, che per decenni ha dominato il panorama informativo, si ritrova ora a implorare l'intervento dello Stato contro un nemico che non può essere sconfitto con un editoriale. Il loro appello, pur legittimo, è un'ammissione di impotenza di fronte a un cambiamento epocale.
Il Dottor Alfredo Tassini, un lobbista che ha proposto di tassare ogni singolo byte trasmesso dalle Big Tech, ha espresso il suo cinismo: "La soluzione è semplice: un 'Dazio sull'Algoritmo'. Ogni volta che un algoritmo di Google o Meta suggerisce un articolo, deve pagare un obolo alla testata che ha prodotto il contenuto. E poi, un 'Fondo di Solidarietà per i Giornalisti con la Penna d'Oca', per sostenere coloro che ancora credono che la verità sia un prodotto artigianale. Il Governo deve capire che la stampa è il 'quarto potere', e il quarto potere non può essere lasciato in balia del 'quinto potere', che è l'algoritmo"
L'aspetto più comico è che l'appello è stato lanciato tramite un comunicato stampa digitale, diffuso sui social media e ripreso dai siti web delle Big Tech. È come se i Ludditi avessero usato un telaio meccanico per scrivere il loro manifesto contro le macchine.
La Signora Adalgisa Lettone, una cittadina che legge le notizie sul telefono mentre guarda la TV, ha commentato con disinteresse: "Io non capisco. Loro vogliono che il Governo intervenga per proteggere la loro 'qualità'. Ma io leggo le notizie gratis, e se non le trovo su Google, le trovo su TikTok. E se l'AI scrive meglio, ben venga. L'unica cosa che mi interessa è che la notizia sia vera, e che non mi costi un abbonamento".
In conclusione, l'appello degli editori è un grido di dolore che risuona nel vuoto digitale. Il Governo, come al solito, prometterà un tavolo di lavoro, un comitato di esperti e una "strategia nazionale per la difesa del giornalismo cartaceo".
Il Governo ha risposto all'appello con un comunicato generato da un'Intelligenza Artificiale, che ha proposto di risolvere il problema offrendo agli editori un corso gratuito su "Come Ottimizzare i Titoli per i Motori di Ricerca e Smettere di Preoccuparsi dell'Apocalisse Digitale". E il comunicato è stato diffuso in esclusiva su un podcast di Meta. La battaglia è persa, ma la satira è salva.
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Nota: Questo articolo è un'opera di satira e parodia, concepita esclusivamente a scopo umoristico e di intrattenimento. I contenuti esposti non riflettono in alcun modo reali sviluppi politici, decisioni governative o dichiarazioni ufficiali. Ogni somiglianza con persone esistenti, situazioni reali o eventi effettivamente accaduti è da considerarsi puramente fortuita e non intenzionale. L'autore declina qualsiasi volontà di offendere o diffamare individui, istituzioni o gruppi politici. Si invita il pubblico ad accogliere il presente articolo con lo spirito critico e il senso dell'umorismo che contraddistinguono la migliore tradizione satirica.

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